fbpx

Arianna

Arianna è la mente analitica di Erbacea LAB, il pensiero logico e razionale sono il suo pane quotidiano. Ama organizzare schematicamente i pensieri e la gestione del progetto. Ha studiato Lettere Classiche a Bologna, e si è poi appassionata alla scrittura di contenuti per il web in ottica SEO ed alla gestione del brand tramite i social network. Fin da piccola ha amato l’analisi logica e grammaticale, e non ha più smesso.

Piattini ceramica carota selvatica Erbacea LAB

Un erbario di ceramica: la vita della carota selvatica

Si chiama daucus carota, ed è una delle nostre piante erbacee preferite. È conosciuta e coltivata sin dall’epoca classica, infatti la si può trovare già negli scritti di Ippocrate. È una pianta molto diffusa nelle nostre campagne, e durante l’estate riempie i campi con i suoi fiori bianchi ad ombrello. Se prestate attenzione, questo è proprio il momento in cui si incominciano a vedere le prime piante di carota fiorite! Visto il nostro amore nei suoi confronti, su quattro piccoli piattini di ceramica abbiamo voluto onorare il ciclo vitale di una pianta di carota selvatica, immortalando i suoi quattro stadi principali. Li abbiamo impressi sull’argilla, a formare un piccolo erbario di ceramica da ammirare e da usare allo stesso tempo. Mettetevi comodi perché questa serie di piattini racconta una storia, la vita di una pianta di carota selvatica! FOGLIA Quando spunta fuori dal terreno, la prima cosa che si vede della carota selvatica è un ciuffetto di foglie, inizialmente piccole e tenere, che con il tempo diventano via via sempre più alte e grandi. Le foglie sono villose, ben divise e a contorno lanceolato. La pianta di carota, essendo biennale, durante il primo anno di vita produce soltanto la rosetta basale, mentre al secondo anno produce il fusto da cui si dipartono le foglie. BOCCIOLO Quando le foglie sono ormai diventate grandi, dal centro della pianta si allunga verso il cielo un fusto che può raggiungere anche un metro di altezza, dal quale nascerà un bocciolo piccolo e chiuso. Il bocciolo è circondato da una corolla di sottili brattee, cioè da particolari foglie che sono posizionate proprio alla base dell’ombrella, e che proteggono i fiori ancora nascosti all’interno del bocciolo. FIORE PIENO Dal bocciolo si apre finalmente, in piena estate, il fiore della carota. Questo in realtà è una grande ombrella convessa con molti raggi, composta a sua volta da piccole ombrellette con fiorellini bianchi a cinque petali. Solitamente il fiore centrale di ogni ombrella è bordeaux scuro, quasi nero, e permette di riconoscere la carota da altre specie molto simili e tossiche, come la cicuta. Il fiorellino centrale scuro, che è sterile, è stato per centinaia di anni un mistero per i botanici di tutto il mondo. I più antichi credevano che fosse soltanto una stranezza genetica, mentre i botanici moderni sono convinti che sia un abile trucco della carota per attirare gli insetti pronubi (cioè quegli insetti che trasportano il polline da un fiore all’altro). Questi, infatti, sono indotti a pensare che il fiore scuro sia un insetto già appoggiato sul fiore della carota che si sta nutrendo, che quindi agisce da segnalatore della presenza di nettare. FRUTTI E SEMI Le infiorescenze a piena maturità, che avviene in autunno, diventano di colore bruno e si chiudono su se stesse a nido d’uccello, quasi a voler proteggere i frutti, che sono piccoli e di forma ovoidale. I frutti della carota selvatica altro non sono che acheni, cioè due pareti secche e coriacee aderenti al seme, irte di aculei. Gli aculei sugli acheni fanno sì che i frutti si attacchino facilmente al pelo degli animali, che trasportandoli in giro aiutano la disseminazione dei semi di carota. Ti è piaciuta la storia della carota selvatica? Puoi acquistare la nostra ceramica botanica sullo shop online!

Un erbario di ceramica: la vita della carota selvatica Leggi tutto »

Cianotipia Botanica a Rimini - Erbacea LAB - Fiori e Foglie veri

Il blu è un colore caldo. La cianotipia e la luce del sole

Il nostro primo incontro con la cianotipia Ricordo ancora con gioia ed un pizzico di nostalgia il nostro primo incontro con la cianotipia. Erano circa tre anni fa, eravamo in vacanza, e stavamo passeggiando per un mercatino di prodotti artigianali in un piccolo paese nell’entroterra di Lanzarote, la nostra isola canaria preferita. Tra prodotti tipici locali, formaggi, vini, ceramiche e cappelli di paglia tradizionali, ad un tratto ci affianchiamo ad una bancarella tutta blu. Non potevamo non fermarci, perché sia io che Valentina abbiamo sempre provato una forte attrazione per questo colore. Io in maniera più istintiva, a pelle, per via del suo effetto calmante. Fin da bambina quando mi chiedevano qual era il mio colore preferito rispondevo sempre il blu o l’azzurro. Valentina in un modo più ragionato e concettuale, frutto di ricerche ed opere artistiche prodotte nei suoi anni universitari all’Accademia di Bologna. Sul tavolo erano disposte una serie di cartoline e quadretti con foto di piante grasse, fiori di cactus, onde dell’oceano e panorami dell’isola. Ma non erano le solite cartoline souvenir da turisti, la loro particolarità era l’aspetto monocromatico in bianco e blu. Il ragazzo dietro al tavolino, che tra l’altro parlava bene l’italiano, ha incominciato a raccontarci della tecnica utilizzata per produrre quelle immagini. Una tecnica chiamata cianotipia. Affascinate, abbiamo comprato una piccola cartolina quadrata, che è tutt’ora sulla libreria di casa in un posto d’onore per il suo significato, e da lì è incominciato il nostro studio e la nostra passione per la cianotipia! Cos’è la tecnica della cianotipia La cianotipia è una tecnica fotografica antica, nata alla metà dell’800. Sir John Herschel era un astronomo e scienziato inglese, che cercando un modo per copiare i suoi appunti inventò la cianotipia. Si tratta infatti di una stampa a contatto: su una superficie porosa si stende un composto di sali metallici fotosensibili, e ci si appoggia sopra un negativo oppure un oggetto vero e proprio. Poi si espone il tutto alla luce del sole: le aree in cui la luce non colpisce il materiale sensibilizzato rimangono bianche, mentre tutto il resto assume il colore blu di Prussia, tipico di questa tecnica. Cianotipia e natura Imparare la cianotipia è stato per noi un invito a connetterci in un nuovo modo con la luce e la natura. Ci piace andare a cercare le erbe spontanee nei campi ed utilizzarle in processi creativi che ne fissino il ricordo per sempre, come negli antichi erbari. I fiori non li posso veder morire, per questo li metto sulla tela e così vivono più a lungo. Marc Chagall La cianotipia, come già la ceramica botanica, risponde benissimo a questa nostra necessità, e contemporaneamente, proprio per via della sua tecnica di realizzazione, ci porta all’esterno, a respirare l’aria primaverile, a sentire la luce del sole sulla pelle, ad ascoltare il canto degli uccelli e a guardare un cielo azzurro e senza nubi. Allo stesso modo della manipolazione dell’argilla, anche la cianotipia per noi è diventata un processo terapeutico, che e ci ricorda che abbiamo bisogno di essere connessi con la natura per sentirci complete. Un sole che continua a riscaldare Le cianotipie che facciamo su carta sono cartoline, biglietti, piccoli o grandi quadri incorniciati. Quelle che facciamo sulla stoffa, le montiamo sui telaietti tondi di bambù per il ricamo. Ci si possono riempire le pareti con queste “finestre botaniche“, che sembrano oblò da cui potersi affacciare per osservare una natura onirica e fiabesca, sempre rigogliosa. Il blu intenso del cielo di una giornata d’estate emette un senso di calma, tranquillità e benessere, ed ispira a fermarsi anche solo un attimo per pensare solo a cose positive. Ogni cianotipia conserva dentro di sé 10 minuti di una calda giornata di sole. Ci piace immaginare, infatti, che durante il tempo di esposizione immagazzini al suo interno tutto il calore proveniente dai raggi solari, che poi continuerà a promanare nei mesi futuri. Anche nelle giornate più fredde dell’inverno, le cianotipie ci ricordano quei pomeriggi di Giugno/Agosto in cui hanno preso vita, ed in questo modo riescono a rasserenare i giorni più bui, tramite il ricordo luminoso che serbano in segreto al proprio interno. Quindi non c’è niente di strano a dire che il blu è un colore caldo! Vuoi dare un’occhiata alle nostre cianotipie?

Il blu è un colore caldo. La cianotipia e la luce del sole Leggi tutto »

Erbacea LAB Ceramica e Cianotipia botanica Rimini Santarcangelo

Com’è nata la Ceramica Botanica di Erbacea LAB? Ho fatto un sogno…

Oggi vogliamo raccontarvi una storia. È la storia della nascita di un’idea, che è poi diventata la colonna portante di tutto il nostro progetto artistico chiamato Erbacea LAB. Molti di voi sanno che la nostra passione per la ceramica è strettamente intrecciata con quella per la botanica e gli elementi naturali, ma veramente pochi sanno qual è stato il vero e proprio innesco, la scintilla da cui è incominciato tutto. La notte porta consiglio Qui entra in gioco Valentina, che è la mente creativa del progetto, un treno inarrestabile di idee e visioni, che si immagina nuove creazioni e la loro realizzazione persino di notte! In effetti è proprio così che è andata, come fosse l’incipit di una fiaba per bambini. Valentina ha fatto un sogno. Una notte di qualche anno fa ha chiuso gli occhi e si è ritrovata in un campo, all’ora del crepuscolo. Il campo aveva l’erba alta, ed era pieno di fiori selvatici e piante spontanee. Il suo sguardo, però, era all’altezza del ginocchio, vedeva tutto come un bambino di tre anni, immersa nella sterpaglia. Il sole era ormai sotto l’orizzonte, era l’ “ora blu“. Quel momento magico in cui la luce via via più fioca non ha ancora ceduto il passo all’oscurità, e tutto il paesaggio circostante sembra avvolto in un’atmosfera ovattata e irreale. Era lei che camminava in avanti, dentro il campo, ma la sensazione era quella che i fiori e le foglie le venissero incontro, che le si avvicinassero agli occhi uno dopo l’altro. E da sfocati che erano in lontananza, come avvolti da una leggera foschia, diventavano via via più nitidi e grandi, fino ad imprimersi indelebili nel suo sguardo. Ceramica Botanica Una suggestione, una visione con un forte impatto emotivo è bastata a fungere da scintilla e ad accendere il processo creativo che ne è poi seguito. È nata così la nostra ceramica botanica, volendo riprodurre l’impressione dei fiori selvatici sull’argilla, per conservarli per sempre come in un erbario di ceramica. Durante la lavorazione, infatti, usiamo proprio le piante ed i fiori veri, raccolti spesso in un campo che assomiglia molto a quello del sogno. Le foglie vengono appoggiate sull’argilla morbida e schiacciate, in modo tale che lascino la loro fedele impronta. Sollevarle e vedere l’effetto dell’impressione è sempre un momento speciale e che dà grande soddisfazione! L’impressione della pianta viene poi dipinta a mano per poter risaltare ancora di più. In questo passaggio vengono utilizzati degli ossidi, che sono composti molto volatili. Infatti spesso attorno alla nitida forma del fiore o della foglia impressa, si può scorgere una sottile velatura azzurra. Ci piace pensare che questa velatura sia la foschia del sogno, da cui emergono i fiori selvatici quando si avvicinano allo sguardo. Scopri i nostri prodotti di ceramica botanica sul negozio online

Com’è nata la Ceramica Botanica di Erbacea LAB? Ho fatto un sogno… Leggi tutto »

Natale 2020

La ricetta del nostro Natale 2020

Per fare un buon Natale ci vuole una ricetta ben fatta e degli ottimi ingredienti I nostri ingredienti per preparare il Natale quest’anno sono stati: 🔹 35 giorni di apertura del nuovo shop online 🔹 decine e decine di scatole da spedizione, di diverse dimensioni 🔹 le dita sempre sporche di inchiostro blu 🔹 2 rotoli grossi grossi di nastro adesivo 🔹 1 nuova puntatrice 🔹 svariati metri di carta stampata a mano con il nostro logo 🔹 almeno 5 centimetri consumati di candela profumata alla cannella 🔹 100 post it sparsi per casa con scritte le cose da non dimenticare 🔹 2 o 3 sorrisi al giorno per i tag delle nostre creazioni nelle vostre storie di Instagram 🔹 tanti fogli stampati di etichette tonde e rettangolari 🔹 circa 250 cartoline di Erbacea LAB 🔹 alcuni rotoli di carta da imballaggio di recupero 🔹 3 o 4 smaltature e forni dell’ultimo minuto 🔹 tanti chilometri di andata e ritorno in macchina per recapitare i pacchi in SDA 🔹 2 weekend di apertura straordinaria della Bottega 🔹 diversi metri di pluriball 🔹 varie telefonate in assistenza per monitorare il tracking dei vostri pacchi 🔹 30 o 40 ore di playlist di Natale ascoltata su Youtube come sottofondo 🔹 centinaia di fogli stampati con le lettere di vettura per il corriere 🔹 23 recensioni positive che ci davano la carica per andare avanti 🔹 un pizzico di ansia per i pacchi che tardavano ad arrivare 🔹 decine di biglietti di auguri trascritti a mano per voi Ed ora finalmente ci possiamo gustare questo Natale, impastato con tanto impegno e amore! Noi approfitteremo di questi giorni di pausa obbligata per riposarci, leggere, cucinare, scrivere, suonare, dormire, pensare a nuovi progetti, fantasticare. Auguriamo anche a tutti voi di potervi rigenerare e trascorrere le Feste in tranquillità, ringraziandovi di cuore per il sostegno che ci avete dimostrato finora. Ci rivediamo a Gennaio!Arianna e Valentina P.S. La playlist di Natale è questa: “London Symphony Orchestra – Christmas Classics”

La ricetta del nostro Natale 2020 Leggi tutto »